|FATE❧

|The Fairy Raid ∼ La Corsa Fatata❧

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The Fairy Raid: Carrying Off a Changeling, Midsummer Eve by Joseph Noel Paton -1867-
The Fairy Raid: Carrying Off a Changeling, Midsummer Eve by Joseph Noel
Paton -1867-

Il secondo crepuscolo avvolge il sottobosco di una selva. La scena è meno
innocente di quanto sembri. Mentre le grandi fate sono in luce,
raffigurate come convenzionalmente belle, aristocratiche tipiche di tanto
romanticismo medievale, in penombra, più piccole, vi sono le creature
grottesche più spesso associate con il folklore. Più in ombra ancora,
ombre esse stesse altre creature dagli occhi fiammeggianti, dalle code
serpentine, dai musi aguzzi che si confondono con la vegetazione.
Bambini umani, identificabili per la loro dimensione, indossano catene
sottili intorno alle caviglie, quasi monili. Un bambino, in particolare,
sta lasciandosi alle spalle il mondo umano.
Sullo sfondo, i resti di un tempio megalitico, e ancora il gioco
luce/ombra con la scena del bosco che segna un momento di rottura tra le
fate immaginarie, cavalieri in armatura, creature fantastiche e della
flora e fauna che man mano che entrano nell’ombra sembrano svelare il
loro vero aspetto non necessariamente malevole, sicuramente ‘altro’,
alieno.

Paton combina la ‘Parata delle Fate’ con la leggenda del ‘Changeling’ (il sostituto fatato).
Una recente interpretazione del quadro suggerisce il tema della
sottrazione dei minori, problema fin troppo comune nella società
vittoriana, motivandola con la ricerca del coinvolgimento del pubblico da
parte di Paton.

La credenza nelle fate e nel soprannaturale regnava ancora nella buona società tra il XVIII e il XIX secolo in Scozia, non era raro ascoltare racconti del genere:

La Corsa  Fatata, o processione, è un evento di grande importanza. Si
verifica ogni estate; tutti i contadini, usando la precauzione di mettere
un ramo di sorbo sopra la loro porta, contemplano tranquillamente la
cavalcata, ascoltano il suono della musica, le briglie risuonare e le
voci mescolarsi; osservano il percorso del suo viaggio da luogo a luogo.
Una vecchia donna di Nithadale diede la seguente descrizione di una di
queste processioni:
“Nella notte prima di Roodmass* ero andata a trovare una vicina, che
abita a meno di un miglio scozzese, a casa sua per parlare dell’acquisto
di alcuni begli abiti alla fiera. Avevamo appena iniziato a parlare sotto
il biancospino quando sentimmo le fragorose risate, il tintinnio delle
briglie e il clangore degli zoccoli della gente della cavalcata.
Trasalimmo pensando che fossero sopra di noi. Risuonavano vicino a noi ma
era gente ubriaca che ritornava dalla fiera dalla notte prima.
Spalancammo gli occhi e ci guardammo intorno, e subito vedemmo che era la
Cavalcata della Gente Fatata. Ci nascondemmo fino a quando non passarono
oltre. Un fascio di luce danzava su di loro molto più luminoso del chiaro
di luna. C’era gente piccola piccola con sciarpe verdi e uno guidava
tutti, e un’altro era un bel po’ più grande degli altri con lunghi
capelli chiari, con arrotolata intorno una cinghia scintillante come le
stelle. Cavalcavano piccoli, splendidi cavalli bianchi, con lunghe strane
code svolazzanti e criniere con appesi fischietti che il vento faceva
suonare. Questo e le loro lingue quando cantavano erano come il suono di
un salmo lontano. Marion e io eravamo in un vasto campo incolto da dove
vennero verso di noi. Un’alta siepe di biancospini li tenne lontani dal
farfaraccio** grazie al grano di Johnnie Corrie ma girarono su di esso
come passeri e galopparono in un prato al di là di quello. La mattina
andammo insieme per vedere il campo di grano scambiato ma, diavolo!, non
vi era né il segno di uno zoccolo né una lama spezzata.

~ da  The Fairy Mythology – Illustrative of the Romance and Superstition of Various Countries, di Thomas Keightley***

-The Fairy Rade, pg 354

~ ***trad. dall’antico scozzese secondo i termini del Project Gutenberg (www.projectgutemberg.com) da T. Martino © 2013

NOTE:

*Roodmassil Giorno della Croce si teneva il 3 di maggio, e celebrava il ritrovamento del sacro legno a Gerusalemme da parte di sant’Elena (355 d.C.). Paton, invece, sottolinea nel titolo dell’opera che la Corsa avviene a Midsummer in accordo con le cavalcate delle Corti Fatate che si terrebbero a ogni ricorrenza dei Quarter days.
**farfaraccio: nell’originale è /gaun/ vuole il Dictionary of the Older Scottish Tongue (DOST)

The butter-bur, Petasites officinalis (Upper Lnk. 1825 Jam., Dmf. Ib., gaund).
[A variant of GowanGollangolland.]

Ndt: Nella prima parte della mia versione, ho preferito volgere i tempi al presente, un po’ perché ho notizia da care e anziane amiche scozzesi che l’uso è ancora in vigore e un po’ per la necessità della sospensione della realtà  (e perché no, anche dalla realtà) che è doverosa e dovuta a un tema siffatto. Per il resto, ho preferito lasciare il testo il più possibile vicino all’originale. Nella traduzione, si sa, c’è sempre chi fa meglio. Io faccio il mio meglio, chi può mi perdoni, chi non può perdonarmi mi corregga. A tutti, invece, auguro una buona lettura: spero di avervi donato due minuti di magia.

Postilla:

Per favore, visto tutto il materiale di mia proprietà che è stato rubacchiato (specie sulle erbe e piante delle fate: YOU KNOW WHO YOU ARE! ), se prendete qualcosa citate i credits, grazie.

…e ricordate sempre che

❦CREDENDO VIDES!

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