|Gli Spiriti di Lily Dale: l’arte ‘automatica’ delle Sorelle Bangs❧

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Le sorelle Bangs in una foto d’epoca

Al Museo di Lily Dale è possibile ammirare alcune tele prodotte dall’attività medianica di Elizabeth “Lizzie” S. e Mary “May” Eunice Bangs. Figlie di una medium, Meroe, le  Bangs Sisters videro affiorare in loro doti medianiche fin dalla tenera età. Nell’agosto del 1872, Lizzie ha dodici anni e May otto, un articolo di Steven Sanborn – Una sera con le ragazze Bangs–  sulla rivisita Religio-Philosophical Journal, descrive una seduta spiritica delle sorelline ma  solo nell’autunno del 1894 che si manifesta in loro il dono della pittura medianica. Una volta cresciute, le sorelle Bangs, subirono più volte l’accusa di essere delle imbroglione. Nell’estate del 1881, May e sua madre vennero arrestate perché trovate ad esercitare la “professione di medium” senza adeguata licenza; madre e figlia si dichiararono Ministri evangelisti e poiché a questi non potevano essere addebitate tali spese, le accuse verranno ritirate. Sette anni dopo verrà arrestata, durante una seduta spiritica, anche Lizzie. Durante il periodo di reclusione in seguito all’arresto, perderà la figlia di sette anni. Diverse riviste dell’epoca riportarono la notizia del bizzarro discorso funebre che ella tenne durante il funerale. Lizzie andò in trance e disse che la morte della sua piccina era dovuta alla persecuzione di cui era oggetto. Non era nuova a questo genere di cose, dopotutto aveva sposato il suo secondo marito -il vedovo imprenditore chimico Henry H. Graham-  col pretesto che fosse stata la sua defunta moglie a imporglielo e aggiunse un messaggio del figlioletto morto che avrebbe detto:

“Caro papà, mi piacerebbe tanto che questa signora divenisse la mia nuova mamma”

Nel 1890, non potendo provare le frodi di cui le sorelle Bangs venivano accusate, il tribunale di Chicago sarà costretto a ritirare tutte le accuse a loro carico. L’anno successivo, però, vista la grande presa che il fenomeno delle sedute medianiche aveva su larghissime fasce della popolazione, il Senato dell’Illinois approverà una legge che vieterà le sedute spiritiche pena multe salatissime e la prigione. Con la nuova legge in atto, le sorelle Bangs, reinventarono la loro attività scoprendo la pittura medianica. Le medium sostenevano che i dipinti venivano creati dagli spiriti attraverso un processo misterioso conosciuto come “precipitazione”. Usavano diverse tecniche  ma all’inizio chiedevano di portare con loro -senza mostrargliela- una foto del defunto in modo che gli spiriti, il giorno seguente, ne avrebbero dipinto il ritratto.

Secondo un opuscolo pubblicato dalla colonia spiritualista di Camp Chesterfield (Indiana), dove le sorelle Bangs ebbero un cottage per qualche anno, le medium operavano in una piccola cabina chiusa a chiave oppure velata da pesanti tendaggi e affinché lo spirito materializzasse il dipinto sulla tela erano necessarie diverse sedute.

Successivamente, il loro metodo cambiò: sistemavano una tela o un foglio montato su un pannello davanti a una finestra, in piena luce, così che il parente del defunto potesse osservare il dipinto prendere forma sotto i suoi occhi nel giro di poco più di mezz’ora. In seguito, questo avverrà in meno di cinque minuti.

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Il “metodo Bangs”

Se il metodo della cabina ci autorizza a pensare alla frode, il secondo è invece interessante seppure di difficile spiegazione a causa delle differenti descrizioni dei testimoni, in buona parte creduloni. Trucchi simili, se accettiamo si tratti di un trucco, sono descritti -ma non spiegati- anche nei cataloghi dell’epoca per prestigiatori , come il Quality Magic Catalog di Thayer, sebbene tali trucchi prevedano l’uso di due tele distinte.

Secondo quanto riferito (Swann, 1963), i ritratti delle medium vennero esaminati da diversi anonimi “esperti d’arte”, i quali conclusero che le opere erano state prodotte servendosi di materiali sconosciuti e sostennero che la sostanza colorata sulle tele era paragonabile alla polvere delle ali di una farfalla. L’ammiraglio W. Unsborne Moore in Glimpses of the Next State sostenne che

(…) la sostanza con cui è dipinto il quadro è umida e si stacca al minimo tocco, come la fuliggine, viene via sul dito, fuligginosa e untuosa.

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Ethel, figlia di un amico di Mrs. Alice Dickerson di Decatur, Illinois, ritratta dalle sorelel Bangs

 

Quella di Moore, risulta tra le testimonianze a favore della buona fede delle Bangs.

L’uomo si sottopose a diverse sedute dal 1909 al 1911 pretendendo di portare, a scanso di frode, lavagne e inchiostri, tele e colori. Nei colori e nell’inchiostro, su consiglio di Sir William Crookes, aveva sciolto del citrato di litio così da poterne eventualmente seguire le tracce. Queste furono rinvenute nell’inchiostro con cui vennero scritte le risposte ma, ciò che impressionò il buon ammiraglio fu ben altro. Pare che Moore, durante una seduta di pittura medianica, dopo aver porto alle sorelle una foto come da prassi, esprimesse mentalmente il desiderio di vedere un medaglione ivi raffigurato più grande e con sopra un preciso monogramma non presente nella fotografia.  Il quadro prese a modificarsi sotto i suoi occhi, il medaglione s’ingrandì e vi apparve il monogramma desiderato.

E ancora, in una lettera del 1910, May descrive al signor James Coates l’esito di una seduta; spiega come, nonostante la tela fosse in piena luce davanti ad una finestra e con intorno testimoni, gli angoli esterni del quadro iniziavano ad adombrarsi e successivamente mostravano linee delicate di svariati e tenui colori, finché tutta la superficie della tela non veniva riempita e da essa iniziavano a delinearsi prima le spalle e poi la testa del defunto. Solo alla fine, sul quadro, si materializzavano gli elementi decorativi. Racconta anche che, in molti casi, l’ultimo elemento a comparire sulla tela erano gli occhi e che, finché il ritratto non era terminato, apparivano chiusi, aprendosi solo alla fine, da soli, per incanto.

Sebbene tali effetti, di apertura e chiusura delle palpebre, possano essere ottenuti tramite un procedimento a luce riflessa o applicando strati di pittura sul retro della tela, un esame approfondito di queste non ha rivelato alcuna manipolazione. Non resta che pensare a un effetto della suggestione…

Dieci anni dopo, il dottor Daughtery testimonierà che -venuto dalle Bangs per una seduta riguardante la defunta moglie e avendo con sé solo la sua foto- subito questa si materializzò sulla tela. Allora il brav’uomo, chiese alle medium perché le sue due gemelline anch’esse defunte non fossero con la madre ed ecco che immediatamente queste si materializzarono dietro al ritratto della loro mamma…

I fenomenali ritratti spiritici delle sorelle Bangs sono tutt’oggi oggetto di studio, in modo particolare sempre il nostro Joe Nickell, noto scettico cacciatore di frodi, membro anziano e colonnista dello Skeptical Inquirer, si è dedicato all’analisi di diverse opere delle sorelle Bangs, riuscendo -in diversi casi- a trovare spiegazioni avvincenti della produzione delle opere (e, in parecchi altri, ad avanzare solo qualche ipotesi…).

 

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~Fonti

♦ Skeptical Briefs Volume 10.2, Giugno 2000, J. Nickell

♦ L’Uomo e l’ignoto: enciclopedia di parapsicologia, Armenia Ed.

♦ Glympses of the Next State, W. Unsborne Moore

♦  https://campchesterfield.net

♦ http://www.lilydaleassembly.com/

 

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