Bye Bye WordPress

Ho provato a farmi piacere questa piattaforma un po’ più istituzionale. Davvero ci ho provato! Mi dicevo, “dai vuoi mettere, quando dai l’indirizzo del blog “WordPress” suona meglio di “Blogspot”.  E poi tentavo di scoraggiarmi con un “è già sui biglietti da visita”. Ma, sarà la spartanità dei template (non ne trovo uno che mi permetta di modificarlo come voglio, è questo è un limite alla creatività, per non parlare del settaggio ogni volta che devo inserire una illustrazione, uno scarabocchio, una qualsivoglia cosa!), sarà che proprio lo vedo asettico, sarà anche che Blogspot è più versatile… Ho finalmente deciso di far traslocare la Musa Inutile in un luogo più consono e ameno, un “giardino segreto” che segreto non è. Meno formale, più poetico e personale dove affrontare temi a me cari come la mia pittura sì, ma anche l’Ispirazione (con una serie di post sui i miei modelli: Pre Raffaelliti, Botticelli, Michelangelo, Leonardo, Caravaggio e altra bella gente che respira ancora…), approfondire lo studio che c’è dietro ogni tratto, parlare del mito che nasconde e indugiare sull’atmosfera. Lo inauguro con un’ Ofelia, ultima nata e vi lascio qui l’indirizzo, basta cliccare sul banner qui sotto!, e vi aspetto prossimamente online nel mio giardino!

E’ stato bello, WP, ma non ci siamo mai amati. Ammettilo! E’ colpa mia, tu non c’entri e tutta una serie di luoghi comuni sul gli amanti che si lasciano. Bye Bye!

Secret Garden, dell'Arte e delle altre piante infestanti

Arte da asporto: strategie per educare la committenza

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In quest’epoca consacrata alla vacuità e al culto dell’ “involucro” piuttosto che della sostanza, ho come l’impressione che l’Arte sia considerata sempre più spesso poco o meno di un complemento d’arredo. Una fugace sensazione -en passant- che mi viene dalle richieste dei committenti, sempre più spesso preoccupati che la tavolozza si abbini al colore della cornice che, a sua volta deve far pendant con i divani e il mobilio, piuttosto che del soggetto o della qualità del dipinto…

Ora, poiché non di sola Arte vive la donna che scrive qui, mi è venuta l’idea di attaccare il nemico dall’interno. Come un virus latente. Mettermi lì, tra conscio e inconscio. Come? Facile!

Per qualche tempo mi sono occupata di decorazione in una botteguccia tanto carina. Qui ho avuto modo cimentarmi con le più svariate committenze, di prendere atto dei gusti della gente che oscillano da una gamma di pacchiano andante con brio a sobrio ma commerciale (leggasi “se non l’ho visto in T.V. o sulla rivistina glamour -o peggio: all’Ikea!- vuol dire che non vale niente”) per finire al “a me mi piace” (sì, avete letto bene “a me mi” e non è un refuso) che vede le richieste più assurde farsi (per mano tua!) realtà. In questi frangenti mi è balenata alla mente un’idea semplice semplice: e se invece di vedermi presentare la rivistina di gossip o il catalogo dell’Ikea sui quali mi additano l’opera d’arte che vogliono gli si riproduca “come una fotografia”, li prendessi in contropiede proponendogli qualcosa io? Il trucco sta nel fargli credere che l’hanno scelta loro.

Non ci crederete ma funziona!

Qui la prova:

Michael Parkes, Originale

Michael Parkes, Originale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Copia da M. Parkes, olio su tela

Copia da M. Parkes, olio su tela

 

 

 

 

  

Copia di M. Parkes su stoffa

 

Particolare del dipinto su stoffa

 

 

 

 

 

 

 

Insomma se non puoi batterli, fatteli amici! E poi spiega loro chi è Michael Parkes, il beneficio sarà triplice: tu dipinto qualcosa di non frustrante rispetto ai soliti fiorellini, frutta et similia, avrai guadagnato i tuoi (pochi) sporchi soldini e i committenti avranno guadagnato in cultura.

N.b.:

Per committenze “di qualità” (copie o opere originali) sono a vostra disposizione. Per info pointlessmuse@gmail.com

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